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    Cosa stiamo aspettando?

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    Buongiorno e buona settimana,

    questa settimana apro con una citazione di J.K. Rowling : “E’ impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno che non viviate in modo così prudente da non vivere del tutto. In quel caso avrete fallito in partenza.”
     
    Diciassette anni fa, scoppiò in Italia il caso Parmalat. Il crac della società parmense viene oggi ricordato come uno dei più grandi scandali per bancarotta fraudolenta e aggiotaggio mai avvenuto in Europa. Stando ad alcune notizie degli ultimi giorni, anche in Germania sta accadendo qualcosa di simile.
     
    Una società di Monaco di Baviera specializzata nel fintech, Wirecard, lunedì ha ammesso che i fondi da un valore di 1,9 miliardi, che si supponeva fossero conservati in conti fiduciari in due banche nelle Filippine, “probabilmente non esistono”.
     
    Quello in Wirecard è solo l’ultimo di una serie di scandali che negli ultimi anni hanno colpito banche e aziende tedesche. Nel 2012 le spericolate manovre di investimento di Deutsche Bank portarono alla manipolazione del tasso Libro e altri benchmark di riferimento per i mercati finanziari. La frode si concluse con una maxi truffa da 2,5 miliardi di dollari alle autorità statunitensi e britanniche.
     
    Ma già nel primo decennio del nuovo millennio, la tedesca Siemens aveva ricevuto una multa da 800 milioni per aver corrotto alti ufficiali governativi in diversi Paesi allo scopo di ottenere assegnazioni di appalti di vario genere. Una decina di anni dopo, fu il turno dello scandalo riguardante le emissioni truccate delle macchine con motore diesel prodotte dalla società bandiera Volkswagen: una figuraccia che demolì l’immagine dell’industria tedesca.
     
    Giusto per darvi un riferimento più vicino a tutti noi…. Tutte le carte emesse da Sisal si appoggiano su circuito Wirecard e da due giorni i clienti Sisalpay non hanno modo di accedere ai loro risparmi o poter effettuare alcun pagamento o prelievo (come se foste a saldo 0,00€….). I loro soldi sono “congelati”, oggi vorrei poter chiedere a queste persone se le banche sono tutte uguali e se tra gli strumenti finanziari c’è differenza!
     
    La nostra Banca ha fatto una bandiera del concetto di eliminazione di ogni conflitto di interessi e della gestione dei risparmi multi canale attraverso tutte le principali società di investimento (24 società di investimento per oltre 2.700 prodotti “a la carte”).
     
    Cosa vuol dire? Che la diversificazione che possiamo garantire ai nostri clienti è pressoché infinita sia per tipologia di prodotto che per società di gestione e visione. Il mantra dell’investimento è quello di avere una cassetta degli attrezzi ben fornita con un prodotto/attrezzo per ogni tipo di lavoro/esigenza.
     
    Bill Gates ha popolarizzato il detto : “Se hai solo un martello, qualunque problema ti troverai ad affrontare ti sembrerà un chiodo”. Tradotto significa che se hai un solo approccio agli investimenti, riuscirai a gestirli sempre e solo in un modo, e difficilmente potrai ottenere qualcosa di diverso da quanto hai ottenuto sino ad oggi.
     
    Teniamo bene a mente che la diversificazione tutela soprattuto nelle fasi difficili del mercato. Un portafoglio ben costruito e bilanciato associa alla creazione di valore grande resistenza agli shock di mercato.
     
    Da qui a fine anno non mancheranno le occasioni ed è importantissimo sparpagliare nei momenti buoni l’inizio della propria strategia.
     
    Chiudo con un riferimento al MES e al tanto discusso taglio dei parlamentari. Al posto di continuare ad emettere debito pubblico (vedi Btp Italia e Btp Futura…. tutto dedicato ai risparmiatori privati… una sorta di “patrimoniale occulta”…) facendo ricorso al MES il risparmio sarebbe 9 volte più grande (per 10 anni) di quanto avverrebbe col taglio dei parlamentari tanto voluto da chi non vuole lo stesso MES. Ma secondo voi l’Europa, che ci sta finanziando a suon di miliardi, ha bisogno del MES per metterci in difficoltà?
     
    Questa settimana ho letto su un social una frase che mi ha fatto molto sorridere nella sua semplicità : Il sovranista che non vuole il MES è come il tossico al semaforo che ti chiede “i soldi per un panino”: se gli dai direttamente il panino ti manda a quel paese….
     
    Buona lavoro
    Sono a Vostra disposizione! A presto!
    Matteo
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