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    Meglio l’inquilino che chiama…. o PIMCO?

    Meglio l’inquilino che chiama…. o PIMCO?

    Buongiorno,

    apro la missiva della settimana con una frase presa da un libro ed indicatami da un amico che ho visto ieri e che trovo molto calzante sia per il preciso momento storico che stiamo vivendo ma anche e soprattutto al mondo degli investimenti :
     
    “Non dovremmo guardare indietro, se non per trarre lezioni utili dagli errori del passato.”
     
    Il mondo in cui viviamo oggi è soggetto a cambiamenti continui, che avvengono ad una rapidità tale che a volte non li notiamo nemmeno, o li diamo per scontati.
     
    Riuscire a predire il domani guardando quello che è accaduto oggi o ieri è impossibile. Tempo fa per vedere un film dovevamo aspettare la messa in onda in TV in prima visione, oppure aspettare l’uscita del VHS; ora ogni settimana escono nuovi film che possiamo goderci su Netflix (al costo mensile di due biglietti del cinema).
     
    Nell’ultimo secolo abbiamo visto l’età media degli essere umani passare da 31 a 76 anni, più del doppio. Una volta si comunicava telefonicamente, ora elettronicamente, via email o tramite canali social. Le cose migliorano e diventano più veloci ogni giorno.
     
    La finanza e i mercati non sono altro che lo specchio dell’economia e del progresso mondiale. Investire sui mercati significa investire nel futuro e partecipare allo sviluppo economico; i prezzi sono solo una distrazione “collaterale”.
     
     
    Se esistesse la macchina del tempo e fosse possibile tornare a 10 anni fa sarebbe interessante poter leggere con gli occhi di oggi i titoli dei giornali sulla situazione finanziaria del mondo di allora. Il 12 ottobre del 2000 erano passati solo 7 mesi dal picco della “bolla internet”.
     
    Le borse scendevano, in particolare i tecnologici, il Nasdaq dopo aver puntato alle stelle toccando in primavera i 5.000 punti perdeva oltre il 33,5% e tutti improvvisamente iniziarono a vedere nero, nei mesi successivi scese addirittura fino alla soglia dei 1.000 punti.
     
    Ora, era vero che nella febbre della New Economy probabilmente molti titoli erano decisamente sopravvalutati ma chi avesse investito anche ai massimi del mercato e saputo sopportare le oscillazioni (sicuramente violente e repentine in entrambe le direzioni) avrebbe oggi, giusti venti anni dopo, più che raddoppiato la somma con un non disprezzabile rendimento semplice del 5% all’anno circa (non parliamo poi di chi, investitore razionale, avesse continuato a comperare anche nei momenti peggiori…).
     
    Voglio precisare che il rendimenti dei titoli di stato italiani era il seguente: BOT a 3 mesi 4%, Btp a 10 anni 5,62% (e vorrei aggiungere che il debito pubblico italiano era a quota 1.300 miliardi ed oggi siamo poco sopra i 2.500, sempre miliardi…. il Nasdaq raddoppia il suo valore e l’Italia raddoppia il suo debito…. così per dire anche la differenza di esposizione ed i rischi connessi al rendimento).
     
     
    Il Case Study della settimana
     
    Qualche mese fa vi avevo parlato di un cliente che è rimasto “incastrato” per il Lockdown con la compravendita di un appartamento da mettere a reddito e abbiamo individuato un prodotto che, in attesa della “normalizzazione” della pandemia e del mercato immobiliare degli affitti, potesse consentirgli di ricevere comunque una sorta di affitto mantenendo il capitale “pronto” per l’”occasione del due stanze da affittare a studenti”. Ad oggi i 240.000€ che avrebbe voluto destinare al due stanze sono investiti in PIMCO Income a Cedola (in allegato tutti i riferimenti, 45% del portafoglio in titoli AAA) che paga (da 10 anni a questa parte… in allegato la serie storica con percentuali e dividendo mensile) un 4,29% lordo che si traduce in un po’ più del 3% netto all’anno con liquidazione mensile.
     
    Cosa vuol dire?
     
    Che tutti i mesi riceve un bonifico di poco più di 600€ NETTI (già pagato tutto solo “da spendere”….!!!!!) sul suo conto corrente presso un’altra banca (mannaggia…. su questo ci lavoreremo….) ed il capitale è sempre li (ad essere pignoli è anche cresciuto di qualcosa ma non è questo il focus…) disponibile a essere disinvestito, anche parzialmente, in 3 giorni lavorativi (non esattamente come la vendita di un immobile).
     
    Questo cliente la settimana scorsa mi chiama e mi dice:
     
    “…certo che nella gestione degli appartamenti ce n’è sempre una…. ad agosto un inquilino mi ha chiamato cinque volte per una perdita e ho dovuto sentire e pagare un idraulico che nel momento del bisogno era in ferie ed è riuscito a sistemare solo a cavallo del fine mese… Quest’anno se metto in conto quello che ho speso di manutenzioni e ore passate al telefono per problematiche varie e le riduzioni che ho dovuto accordare per la situazione congiunturale legata al virus non so più se ci sia tutta questa convenienza negli immobili affittati…. se poi ci metti che a dicembre mi arriverà da pagare l’IMIS non so veramente più che pensare…
     
    Il prodotto che mi hai dato invece sta facendo il suo (e forse anche qualcosa in più….) e oltre a farmi dormire sonno tranquilli non mi crea neanche mezzo problema, potrei essere in spiaggia a godermi il sole senza pensieri. Forse hai ragione tu ne dire che i mercati finanziari non hanno bisogno di “manutenzione” e che non vanno mai in ferie….”.
     
     
    Conclusione della storia? Sicuramente nel 2020 e nel 2021 l’appartamento non lo intende più acquistare e preferisce continuare a godersi lo spettacolo del denaro che lavora per lui. Per me una grandissima soddisfazione!
     
     
    Se trovi questa mail interessante o non gradisci più riceverla fammelo sapere!
    Per me è molto importante ricevere dei feedback e capire come migliorarla e renderla più interessante.
    Se ritieni che sia interessante e vuoi aiutarmi inoltrarla ad un’amico o fammi avere il suo indirizzo e-mail e la invierò anche a lui!
     
    Buona settimana e buon lavoro
    A presto!
    Matteo Falagiarda
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